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riformismi
Pagelle. Le mie letture d'agosto
post pubblicato in Diario, il 21 agosto 2008


Divertentissima, La ballata delle prugne secche della giovane Pulsatilla. Quasi quasi la invito a presentarlo a Nessuno Tv, per vedere (dal vivo) l'effetto che fa. Da non perdere malgrado gli alti e bassi narrativi il più bel saggio di storia che sia mai stato romanzato: i Tre inverni della paura di Giampaolo Pansa. Luungo ma importante quanto un'antica cassapanca ricolma di ricordi il Cappello pieno di ciliegie di Oriana Fallaci. Puntuta e avvincente. Meritocrazia di Roger Abravanel va letto e basta, perché è apoliticamente corretto e correttamente apolitico. Predica una nuova destra e una nuova sinistra, il che ne fa un dolce, simpatico visionario.

Le mie letture d'agosto si fermerebbero qui, stando agli scaffali. Poi c'è dell'altro, ma che qui non posso dire. Mi ha regalato l'anteprima di un suo meraviglioso manoscritto un pensatore spagnolo di origine peruviana, Alberto Ureta, che è cugino di Vargas Llosa ma non se ne vanta. Ne parlo sottovoce, come di tutte le cose incantate: è un inno alla laicità del pensiero di cui avevo bisogno, di questi tempi.

Buone letture a voi, e che siano diverse.



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permalink | inviato da aldotorchiaro il 21/8/2008 alle 22:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (24) | Versione per la stampa
Mobilitazioni. On line per Del Turco
post pubblicato in Diario, il 24 luglio 2008


Le manette tintinnano, Piazza Navona fa rima con Sulmona. Ottaviano Del Turco diventa il capro espiatorio di una classe politica intera (destinato, da successore di Craxi nel Psi, a succedergli anche in questo ruolo) e io apro un gruppo di sostenitori su Facebook. Non di Del Turco, no. Delle garanzie e della civiltà del diritto.




permalink | inviato da aldotorchiaro il 24/7/2008 alle 14:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
Partiti. Contro i crimini di regime
post pubblicato in Diario, il 3 luglio 2008


I partiti stanno cambiando, eccome. Nati per rappresentare gli interessi economici di classi sociali contrapposte (fino alle armi), oggi sono tutt'altro: organizzazioni che fanno lobbying quasi senza più alcun riferimento ideologico, purtroppo o per fortuna.
Qualcuno, in casa radicale, definisce la "partitocrazia" un "crimine di regime". Chi come me ama Bobbio, ricorda con nostalgia una sua definizione: partiti come colonne della democrazia. Talvolta di plastica, troppo spesso senza democrazia interna, artificiosi, fusi a freddo, nati dalle provette di laboratori statistici e di marketing elettorale. Nati per veicolare interessi. Proteggere caste. Modificare leggi pro domo propria. Tutto vero, sì.

Ma insostituibilmente.





permalink | inviato da aldotorchiaro il 3/7/2008 alle 10:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
Socialisti. Le mani della storia
post pubblicato in Diario, il 3 luglio 2008


0985, prefisso della provincia di Cosenza, è anche la cifra che racchiude, nella sua tragicità algebrica, quel che resta del Partito Socialista. Travolto dalle elezioni del 13 e 14 aprile, il primo partito della storia patria si trova ad esserne la metafora.
Dopo aver solcato due secoli, dalle prime leghe operaie agli ultimi fuochi sui Pacs, è la storia di chi ha sognato una socialdemocrazia della libertà, contrapponendo Bakunin a Marx. Socialista è la storia dell'antifascismo, della Costituzione, del centrosinistra prima e gli anni Ottanta poi,  socialista è la storia che fu di Turati, Matteotti, Pertini, Nenni, Lombardi, Craxi e che oggi - dopo il quindicennio di Enrico Boselli - torna a interrogarsi sulle sue sorti. A congresso a Montecatini in questo primo fine settimana di luglio, i socialisti italiani hanno davanti una scelta difficile: scommettere su se stessi o consegnarsi, le mani in alto, alla storia.

Sarebbe un destino ingrato.





permalink | inviato da aldotorchiaro il 3/7/2008 alle 9:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
Ascolti. Tv, chi è Stato?
post pubblicato in Diario, il 2 luglio 2008


Le intercettazioni sono state intercettate e sono finite, via Espresso, davanti agli occhi di tutti gli italiani. Vi si legge (notizia bomba!) che in Rai tutti raccomandano tutti, ma talvolta le raccomandate non arrivano a destino. E qualche segnalazione penalizza perfino. Saccà viene reintegrato dal giudice del lavoro e riguadagna la sua scrivania a Viale Mazzini, proprio mentre nel chiuso di Montecitorio la commissione di vigilanza deve indicare il nuovo Consiglio di Amministrazione. Questa, signori è la Televisione di Stato. Viene da chiedersi, nell'era del bouquet satellitare, del post-digitale, delle web tv, fino a quando milioni di italiani dovranno mantenere il carrozzone così com'è, lontano dal mercato, estraneo alla realtà.
A quello che è Stato, preferisco sempre quello che sarà.






permalink | inviato da aldotorchiaro il 2/7/2008 alle 19:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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