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Un'altra sinistra
è possibile









 



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26 aprile 2005


Casualties. Fuoco amico sulle responsabilità

Tutto può fare dunque oggi il governo, tranne che accettare che l’inchiesta getti anche una sola ombra sul comportamento di Calipari a Baghdad, perché così o deligittima il Sismi o delegittima se stesso. L’interesse dell’amicizia politica e della collaborazione militare con gli Stati Uniti è rilevante, ma più rilevante è la difesa dell’interesse nazionale.

(Dal Riformista di oggi, grazie a Brucaliffo)




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26 aprile 2005


Merci. L'ignobile autarchia del marchio italiano

Una inverosimile campagna di marketing in questi giorni imperversa su tutti i media. "Merci", direbbe un carosello di compiaciuti francesi, agli italiani che acquistano automobili fabbricate nell'Esagono. Alla faccia dello spirito europeo, del mercato comune e delle più elementari regole del libero mercato: libero scambio, concorrenza, autoregolamentazione.
L'invito esplicito è a preferire il made in Italy, in stile Ventennio: "Denaro alla Patria". In termini di economia politica: Autarchia. "Fiducia ai nostri marchi", conclude lo spot. Da liberale vero, non ci credo. Non mi sembra neanche una cosa possibile.
E l'autorità garante per il mercato? Dove si è nascosta, mentre gli squadristi fanno la marcia sul Lingotto? E il ministro per i rapporti con la Ue, cosa dirà? Che in Italia tutto è una barzelletta, persino irridere "le automobili francesi"?
Perché la partita non si gioca sui prezzi, anziché sui luoghi comuni? Perché la Fiat non impara a stare sul mercato, anziché praticare francofobia gratuita a tutto campo?

Personalmente, da liberale, liberista ed europeo ho scritto alla Commissione Europea perché sanzioni lo spot.
Per dirvela tutta, però, ho scritto in italiano. Mi capiranno?




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25 aprile 2005


Liberazioni. Più sogni per tutti

"Nella Liberazione vedevamo l'alba di una vita nuova per tutti. Noi giovani sognavamo da quel momento in poi pace, lavoro, serenità". I partigiani, finché ce ne sono, raccontano così il 25 aprile di sessant'anni fa. Senza tracce di odio. La loro domanda era un bisogno di normalità, era il sogno di vivere in un'Italia normale.

Un'Italia, per intenderci, che voleva chiudere con immagini di questo tipo:

Non ho parole...

Chi l'avrebbe mai detto che sessant'anni dopo uno della Hitler Jugend è Pontefice e un altro, cresciuto a pane e nazismo, si candida alla Casa Bianca?




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