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7 giugno 2005


Neologie. Tra le "donne per il sì", le cattoliche-liberali

Con il trattino. Sì, lo scrivono col trattino che fa tanto impazzire Cossiga. Tra le donne per il sì, si legge sulla carta di adesione, ci sono le donne liberali, radicali, cattolico-liberali. Oh bella. E chi sono queste ultime?

Intendiamoci. Tra le donne cattoliche ci sono delle liberali. Perfetto. Ma perché attribuire una identità politica precisa (alla quale peraltro non corrisponde né partito né fondazione di cui si sappia) a chi, donna, è - insieme - cattolica e liberale?

De Gasperi era contrario a chiamare i Popolari con il nuovo nome di Democratici-Cristiani perché avrebbe preferito non far coincidere la fede religiosa con lo statuto di un partito. Anyway, il manifesto per il sì è siglato anche dalle "donne cattolico-liberali", e io non posso che rallegrarmi con loro. Anzi, comunico l'adesione di numerose mie amiche che voteranno 4 sì.

Quelle ebree-radicali sono le prime che voteranno, il 12. La Comunità ebraica romana è tutta mobilitata, d'altronde: alle ebree-riformiste, poche, si aggiungeranno le valdesi-riformiste, che pure ci sono, anche qui sulla piattaforma. Le buddiste-rifondarole si aggireranno numerose intorno ai seggi della zona universitaria di San Lorenzo. Le islamico-repubblicane non hanno invece ancora sciolto la risevra. Le taoiste-socialdemocratiche voteranno ma non vogliono dire come. E' nella logica del tao.




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7 giugno 2005


Ingeriamo. L'indignazione corre sul blog

"Anche tu Sanpietrino", la campagna lanciata da questo blog, compie una settimana. L'idea è semplice: a fronte della pesante ingerenza del capo di uno Stato straniero nelle vicende politiche italiane, con indicazioni che sono macigni per il libero confronto, vogliamo reagire. E dire la nostra sulle vicende interne del Vaticano. Iniziando con una battaglia "di bandiera": la Città del Vaticano deve assolutamente cambiare i colori del suo vessillo. Il bianco e il giallo ricordano il gran numero di bambini violentati dai preti cattolici nel mondo (il bianco) e il gran numero di ebrei della Shoah davanti alla cui fine il Vaticano, informato, non ha opposto alcuna resistenza (il giallo).
Basta con la bandiera bianca e gialla, quindi. Ne dovete adottare una diversa, che vorremmo però essere comunque noi, appartenenti ad uno Stato diverso, ad indicarvi. Ad ingerenza, controingerenza.

Le adesioni sono state moltissime e trasversali agli schieramenti.
Elenco le prime: alcestis, galileo, fabietto, giugen, champion, alex, viaggio, eye, krillix, watchdogs, daw, vecuvia, ilsignoredeglianelli, raccoon, carlomenegante, panther, clos. Ma soprattutto, alla campagna sono pervenuti contributi di idee, materiali, loghi, approfondimenti, articoli come davvero non avrei creduto.
Il giorno dopo aver lanciato "Anche tu Sanpietrino" Daniele Capezzone mi ha inviato una mail con i suoi saluti a tutti gli aderenti. E soprattutto, ieri ho ricevuto questo. Siamo le migliori energie del mondo laico.

Mancano cinque giorni al voto. Non fermiamoci, non arrestiamo la campagna. Delle nuove adesioni parliamo stasera all'Ambra Jovinelli....




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7 giugno 2005


Indigerenze. Craxi avrebbe mandato i carabinieri

Lo ha rifatto. Per la seconda volta in dieci giorni, anche se qualcuno si ostina a negare l'evidenza, un capo di Stato straniero irrompe nella vita politica interna del nostro paese. Dando una indicazione esplicita sul referendum.

La classe dirigente farà spallucce. Chiuderà un occhio come al solito. Perché questo nostro paese, cresciuto sull'ammuina tra comunisti, democristiani e fascisti, è abituato così. Trangugia il vino della messa tra un boccone e l'altro.

Mi sono chiesto come avrebbero reagito Cavour o Giolitti. Penso a Leo Valiani, Sandro Pertini, Giuseppe Saragat, Ugo La Malfa. Cosa avrebbero fatto gli azionisti? E i liberali, i veri liberali, quelli di una volta?

Di certo so cosa avrebbe fatto Bettino Craxi, alla seconda provocazione. Avrebbe fatto circondare dai carabinieri Piazza San Pietro. I paletti che oggi la attorniano li ha messi lui, firmando un trattato che recita: "I due Stati si impegnano a rispettare reciprocamente la non ingerenza negli affari interni".




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