Crisi. Non si guida guardando lo specchietto
post pubblicato in
Diario, il 24 giugno 2008
Basta con Donadoni, nasce il partito di Lippi, titolano i giornali. Chi si candida a guidare l'Italia dopo la sconfitta? Il suo vecchio commissario tecnico, due anni più imbiancato. Come fece il Pd, che per guardare al futuro di Roma pensò bene di candidare Francesco Rutelli. Il sindaco di dieci anni prima. Come se a parlare con un qualsiasi militante azzurro non ti viene a dire che il futuro del Pdl è, auspicabilmente, Silvio Berlusconi. Che va per i 75.
Ma insomma, come si fa a guidare una macchina, veloce o lenta che sia, guardando sempre e solo nello specchietto retrovisore? Io promuoverei una regola generale: per svecchiare il Paese, è necessario un First Time Player. Vuoi allenare la nazionale? A condizione che non l'hai mai fatto prima. Vuoi guidare il Partito Democratico? Bene, se il tuo nome non compare tra quelli dei cento vecchi dirigenti che l'hanno soffocato in culla.
L'Italia ha bisogno di una scossa che può venirgli solo dai giovani che davvero non ne possono più di un sistema-Paese museale. Se non si ringiovanisce tutto, tutto invecchia.
E io domani vado a seguire con passione un dibattito alla biblioteca Spadolini del Senato. Parlerà Giulio Andreotti.